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Tipologie di valutazione dei contratti derivati

valutare contratto derivato

I contratti derivati sono estremamente diffusi nel mercato finanziario internazionale, allo scopo di diversificare il portafoglio di investimenti del Capitalist oppure coprirsi dai rischi di eventuali operazioni laterali.

Valutare un contratto derivato non è però così semplice. Il suo valore è infatti determinato da una serie di fattori che ne distinguono la tipologia di misurazione. In buona sintesi, un derivato può essere valutato in termini di tre valori: il valore intrinseco, il valore nozionale oppure il fair value.

Valore nozionale del derivato

Per nozionale indichiamo il valore di un determinato sottostante, come un’attività finanziaria, collegato al contratto derivato. Tale ipotesi si verifica per esempio nel caso di swap sui tassi di interesse. In questa tipologia di situazione il valore nozionale sarà calcolato sul capitale di base utilizzato per il calcolo degli interessi che verranno poi scambiati dalle parti.

Il nozionale per sua natura non è un capitale reale, non viene mai scambiato, è un ammontare fittizio utilizzato ai fini di un calcolo per interessi che, invece, saranno oggetto di scambio. Tali scenari non prevedono scambi di capitale proprio perché il fine ultimo non è quello di effettuare scambi di attività, ma di tutelarsi e coprirsi da eventuali rischi legati alle operazioni condotte, oppure di assumere una posizione speculativa a termine.

Valore intrinseco del derivato

Il valore intrinseco è una componente che determina il valore di un’opzione insieme a quello temporale. Ipotizziamo di avere a che fare con una opzione, in quel caso il valore intrinseco sarà pari al valore economico che essa assumerebbe se venisse esercitata in quel momento.

Immaginiamo un prezzo di mercato del sottostante, qualunque esso sia,  e un prezzo di esercizio dell’opzione: il valore intrinseco sarà dato dalla differenza fra le due parti. Quando la differenza è positiva parliamo di opzioni “in the money”, altrimenti il valore intrinseco è nullo e in quel caso parliamo di opzione “at the money” oppure “out of the money”.

Fair value di un derivato

valutazione di un contratto derivatoIl Fair Value per I prodotti derivati è definibile come il prezzo stabilito, sia in entrata che in uscita (ossia ricevuto o pagato) nell’ipotesi del trasferimento di una determinata passività in uno scambio fra le parti regolato dal mercato di riferimento a una specifica data.

Se uno strumento finanziario diventa oggetto di scambio nel mercato attivo, il fair value sarà il suo prezzo a una determinata data in un mercato di riferimento ben preciso.

Per sua stessa natura il fair value è una misurazione regolata da enti specifici (Come la Banca d’Italia) che rendono tale valore un criterio fondamentale per la valutazione di attività e passività finanziarie di vario genere. In particolare viene utilizzato il Fair Value per valutazione di attività finanziarie come quelle legate alla negoziazione, ovviamente strumenti derivati di qualsiasi genere, passività finanziarie.

Dott. Giuseppe Cappuccio
Dott. Giuseppe Cappuccio
Commercialista specializzato in contenzioso bancario e iscritto all'Ordine di Roma a partire dal 2012. Collaboro con importanti istituti di credito e studi legali, con il Tribunale civile e penale di Roma, numerosi privati e aziende.