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Opposizione a pignoramento presso terzi

come si effettua opposizione a pignoramento presso terzi

Introduzione

Il pignoramento presso terzi è una procedura di recupero crediti giudiziale, attraverso la quale un creditore, come ad esempio un istituto bancario, può rivalersi sui beni e sui crediti che sono in possesso di un terzo soggetto, che a sua volta è debitore della persona insolvente.

La banca può, quindi, richiedere a un giudice che venga eseguita una procedura di pignoramento che consenta di espropriare i crediti che il debitore vanta nei confronti di questo terzo soggetto.

I crediti maggiormente aggrediti tramite questa forma di esecuzione forzata, sono sostanzialmente:

  • stipendi;
  • pensioni;
  • conti correnti, bancari o postali, che possono essere individuati attraverso indagini svolte da società specializzate.

Nonostante questa sia un’esecuzione forzata, vi è la possibilità, qualora ne sussistano le condizioni, di esercitare una forma di opposizione.

Opposizione a pignoramento presso terzi: cos’è

caso di opposizione di fronte a giudice

Parliamo in questo caso di opposizione a pignoramento presso terzi come un modo che ha il debitore per dimostrare che vi è:

  • infondatezza nelle pretese del creditore, che può essere, per l’appunto, una banca;
  • illegittimità negli atti compiuti dal creditore stesso.

Quando abbiamo parlato di pignoramento presso banca, abbiamo visto quanto sia fondamentale rivolgersi a esperti nella negoziazione bancaria, come periti bancari, o analisti di conti correnti.

Attraverso il loro lavoro si possono trovare:

  • accordi conciliativi;
  • modalità alternative per prendere tempo e valutare le mosse da compiere;
  • eventuali anomalie, problematiche, difformità che in sede di giudizio possono far propendere la bilancia dalla parte del soggetto debitore.

Ecco perché presentare tempestivamente opposizione è importante!

Presentando una richiesta di opposizione a pignoramento presso terzi, è possibile bloccare l’esecuzione del pignoramento, contestando una serie di incongruenze, come ad esempio la:

  • legittimità della notifica dell’atto di pignoramento presso terzi;
  • validità del titolo o la scoperta che lo stesso risulta scaduto;
  • non correttezza dell’entità del credito vantato.

ATTENZIONE: questo non vuol dire che l’opposizione a pignoramento presso terzi sospenda automaticamente la procedura!

Sarà il giudice a doversi pronunciare e verificare le contestazioni ricevute dalla parte opponente, deliberando poi sulla legittimità di questa richiesta!

Prima di vedere nel dettaglio come è possibile effettuare opposizione, vediamo molto brevemente la procedura attraverso la quale si arriva all’atto di pignoramento presso terzi.

Come si arriva a un atto di pignoramento presso terzi

Come si arriva a un atto di pignoramento presso terzi

Come ogni esecuzione forzata, anche in quella presso terzi il creditore (come appunto una banca) dovrà essere munito di un titolo esecutivo firmato da un giudice, derivante da:

  • un decreto ingiuntivo non opposto (ricordiamo che per effettuare corretta opposizione il debitore avrà 40 giorni di tempo);
  • una sentenza;
  • un accordo transattivo non adempiuto.

Successivamente (ma a volte avviene in contemporanea) alla notifica del titolo esecutivo, l’ufficiale giudiziario notificherà l’atto di precetto, nel quale è contenuto l’intero ammontare del debito da saldare entro e non oltre i 10 giorni, prima che venga fatto partire il pignoramento vero e proprio.

In seguito a questa notifica, il creditore potrà chiedere l’autorizzazione al Presidente del Tribunale per accedere all’Anagrafe Tributaria e degli Enti Previdenziali, così da verificare la condizione del patrimonio del debitore.

Starà al creditore decidere su quali beni o redditi procedere con l’esecuzione forzata, sempre nel rispetto dei limiti di pignorabilità.

Dopo questo ulteriore step, partirà la notifica (al debitore e al terzo) dell’atto di pignoramento, dove al suo interno verrà indicata la data entro la quale il terzo dovrà confermare o contestare il suo rapporto nei confronti del debitore.

Sin dalla notifica dell’atto di pignoramento, il terzo sarà obbligato per legge a rendere indisponibili le somme pignorate aumentate della metà, impedendo al debitore qualsiasi azione di privazione delle stesse.

Infine, con la conferma o la mancata opposizione a pignoramento presso terzi:

  • l’atto verrà iscritto nel registro generale delle esecuzioni;
  • verrà stabilita una data di udienza, nella quale verranno assegnate le somme pignorate al creditore precedente, fino al saldo totale del debito.

Come si effettua opposizione a pignoramento presso terzi

opposizione a pignoramento presso terzi come si fa

Come si blocca un pignoramento presso terzi richiesto da una banca e notificato attraverso un ufficiale giudiziario?

Vi sono sostanzialmente 3 strade che possono essere eseguite:

  • effettuare opposizione all’esecuzione;
  • effettuare opposizione agli atti esecutivi;
  • effettuare opposizione del terzo all’esecuzione.

Opposizione all’esecuzione

Questa forma di opposizione a pignoramento presso terzi, punta a contestare il diritto del creditore a procedere con l’esecuzione forzata.

Sostanzialmente, esso non avrebbe alcun diritto a voler richiedere il pignoramento di questi beni.

In questi casi è possibile contestare:

  • la legittimità del titolo esecutivo che certifica il credito, per una serie di vizi di forma o requisiti mancanti, o addirittura l’esistenza dello stesso;
  • il fatto che vi siano le condizioni per l’impignorabilità dei beni esecutati.

Qualora sussistano le condizioni, è possibile già presentare opposizione contro l’atto di precetto, quindi senza dover attendere l’esecuzione del pignoramento vero e proprio.

Opposizione agli atti esecutivi

Questa forma di opposizione a pignoramento presso terzi non contesta la legittimità del diritto a richiedere la messa in atto della procedura di pignoramento, bensì l’esistenza di vizi formali nei vari atti di cui si compone il processo esecutivo.

Un caso molto frequente è lo scoprire che vi sono dei vizi nella notifica del titolo esecutivo e del precetto.

In questo caso possiamo presentare opposizione entro 20 giorni dalla data di compimento dell’atto o da quella in cui il debitore ne ha avuto conoscenza.

Opposizione del terzo all’esecuzione

Esiste una terza possibilità, nella quale il pignoramento colpisce beni che si ritengono essere di proprietà del debitore, ma che in realtà sono di un Terzo (che è distinto dal Terzo pignorato).

Su questi beni il soggetto vanta un diritto di proprietà o altro diritto reale.

In tal caso questo Terzo soggetto può proporre opposizione, facendo richiesta di ricorso al giudice dell’esecuzione.

Il contributo di Studio Cappuccio nell’opposizione a pignoramento presso terzi

contributo di studio cappuccio per opposizione a pignoramento presso terzi

Come abbiamo visto, nel caso in cui una banca punti a richiedere il pignoramento presso terzi, in caso di insolvenza della parte debitrice, è importante contattare professionisti come esperti nella negoziazione bancaria, periti bancari, o analisti di conti correnti.

Essi possono periziare l’oggetto del contendere e verificare la presenza di:

  • vizi;
  • anomalie;
  • problematiche o difformità.

Ad esempio, abbiamo visto che vi è la possibilità di effettuare una contestazione del titolo esecutivo, per esempio di un decreto ingiuntivo.

Tramite una perizia effettuata dai nostri esperti, è possibile effettuare opposizione al decreto ingiuntivo in caso di:

È possibile anche presentare opposizione nel successivo atto di precetto, nel caso in cui si sospetti la presenza di uno o più vizi.

Sappiamo che, qualora il precetto non rispettasse tutti i canoni formali, può essere reso inefficace!

Trovare tali difformità, consentirà di dare al legale tutte le armi necessarie per richiedere il blocco dell’iter di pignoramento presso terzi.

Ma il contributo dello Studio Cappuccio non finisce qui.

Grazie alle nostre competenze, abbiamo la possibilità di affiancare il debitore nel tentativo di trovare un tentativo di accordo conciliativo con l’istituto bancario in questione (saldo e stralcio, piani di rientro rateizzati), evitando così la prosecuzione dell’azione legale!

Ecco perché, presentare un’opposizione a pignoramento presso terzi è possibile e deve essere fatto in tempi rapidi, in quanto possono esserci i presupposti per trovare delle vie di uscita alla vostra situazione!

Di conseguenza, non perdete tempo ed entrate in contatto con la nostra realtà.

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Dott. Giuseppe Cappuccio
Dott. Giuseppe Cappuccio
Commercialista specializzato in contenzioso bancario e iscritto all'Ordine di Roma a partire dal 2012. Collaboro con importanti istituti di credito e studi legali, con il Tribunale civile e penale di Roma, numerosi privati e aziende.