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Interest Rate Swap (IRS)

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Cos’è un Interest Rate Swap e quali sono le sue caratteristiche

Tra i contratti derivati maggiormente scambiati nel mercato finanziario, occupano certamente un posto d’onore gli Swap, dei contratti a termine all’interno dei quali viene stabilito un flusso di cassa a date precise e in modalità previste dalla tipologia di contratto stipulato.

La natura di questo genere di derivati è particolarmente indicata per investitori che desiderano “coprirsi” da eventuali rischi legati alle oscillazioni dei tassi di cambio o dei tassi di interesse.

Fra le tipologie di Swap gli IRS sono i contratti più diffusi. IRS è un acronimo che sia per Interest Rate Swap e parliamo di un contratto Swap in cui le parti stipulano un accordo per scambiare pagamenti legati a tassi di interesse predeterminati, in date stabilite, sulla base di un capitale nozionale che non viene scambiato ma funge da terreno di calcolo. Tale nozionale può chiaramente essere vincolato a qualunque genere di sottostante.

Generalmente i due tassi di interesse che governano tali scambi, e che sono differenti fra loro, sono suddivisi in fisso e variabile e il pagamento è relativo al differenziale fra i due.

Finalità degli Interest Rate Swap

cosa sono gli interest rate swapUn contratto IRS ha generalmente due tipologie di finalità, una speculativa e una di copertura.

Una finalità speculativa prevede che l’investitore tragga un guadagno dalle caratteristiche intrinseche di questo genere di derivato.

Se per esempio un fondo di investimenti (sono molto spesso gli Hedge Fund a utilizzare questa finalità) rileva sul mercato uno scenario con tassi di interesse in discesa, tenderà ad acquistare obbligazioni a reddito fisso. Così facendo il valore del titolo salirebbe e renderebbe proficuo il lancio sul mercato di un derivato IRS sul quale è disposto a pagare il variabile e incassare il fisso (assumendo quindi una posizione “short”). In un’ottica di tassi in discesa, il suo margine sarà dato ovviamente dalla differenza fra i due.

Nel quadro delle finalità di copertura, invece, l’investitore assumerà una posizione diametralmente opposta. In caso di debiti a tasso variabile e sulla base di uno scenario di tassi in risalita, può essere valutabile assumere una posizione “long” in un accordo di IRS, in modo da pagare un fisso e ricevere invece un variabile. Questa è la tipica posizione di chi desidera tutelarsi dall’andamento irregolare dei tassi, che in altri casi potrebbe intaccare la stabilità dell’operazione.

Principali tipologie dell’Interest Rate Swap

Gli IRS sono divisi in tre tipologie: i Coupon Swap, i Basis Swap e i Crosscurrency IRS.

I Coupon Swap sono contratti derivati IRS standard, dove le parti concordano pagamenti di interessi, uno fisso e uno variabile, a una determinata data e in una valuta stabilita nell’accordo.

I Basis Swap sono identici ai Coupon, con la differenza che i flussi di interessi scambiati sono ambedue a tasso variabile.

Nei Cross-Currency, invece, i flussi di interessi sono determinati in valute diverse fra loro.

Requisiti oggettivi e soggettivi per sottoscrivere un Interest Rate Swap

Un investitore o un fondo che decide di sottoscrivere un IRS può essere assoggettato a due tipologie di requisiti: oggettivi e soggettivi.

Requisiti oggettivi: parliamo di requisiti oggettivi per esempio quando tra le parti sussiste una forma di debito, in cui il derivato fungerà da rimborso sulla base di un piano di ammortamento predeterminato. I requisiti oggettivi sono quelli che regolano lo scenario finanziario che lega il rapporto economico fra le parti. Dal punto di vista dei requisiti soggettivi, invece, può essere per esempio importante che l’interlocutore possegga una personalità giuridica poiché vi è esclusa operatività per le persone fisiche, così come per le società accomandita semplice o le ditte individuali. I requisiti soggettivi sono tutti quelli che regolano l’inquadramento finanziario e giuridico dell’investitore.

Elementi e scopi degli Interest Rate Swap

cos'è un interest rate swapGli IRS sono contraddistinti da precisi elementi che ne identificano la natura: il capitale nozionale (fondamentale per stabilire i calcoli legati al contratto), una data di stipula e di inizio (ove la seconda può essere diversa dalla prima), una data di scadenza e di pagamento dei flussi, un parametro utilizzato per l’indicizzazione.

Inoltre è fondamentale che vi sia un accordo tra le parti, per esempio su quale interlocutore pagherà il fisso e quale il variabile. Tale aspetto è il fine ultimo nonché l’elemento principale di un accordo su un derivato IRS.

Dal punto di vista degli scopi, sono generalmente le aziende le parti interessate ad operare con finalità di copertura assumendo una posizione cautelativa, per esempio, in caso di debito basato su tassi variabili. In questo scenario l’azienda ha tutto l’interesse di vincolare l’ammortamento a un piano stabilito a tasso fisso, mentre la banca ha interesse a incassare per aumentare i profitti grazie all’utilizzo del derivato.

Ovviamente tali strumenti vanno utilizzati con oculatezza. I debiti contratti con gli IRS sono soggetti a monitoraggio della Centrale Rischi e rischiano quindi di aggravare la posizione debitoria di una delle due parti, qualora non fosse in grado di onorare le scadenze previste dall’accordo.

Dott. Giuseppe Cappuccio
Dott. Giuseppe Cappuccio
Commercialista specializzato in contenzioso bancario e iscritto all'Ordine di Roma a partire dal 2012. Collaboro con importanti istituti di credito e studi legali, con il Tribunale civile e penale di Roma, numerosi privati e aziende.