Analisi Contratti Derivati

Contratti derivati: cosa sono, a cosa servono, quali rischi presentano

L’utilizzo dei contratti derivati come strumento finanziario ha radici che affondano sin nel Medioevo. Nei secoli lo scambio di derivati, regolamentati da una specifica Borsa, ha avuto – ed ha ancora – come base gli Stati Uniti (Chicago in testa e poi New York) e l’Inghilterra, paese in cui sono altrettanto diffusi.

I derivati vengono utilizzati principalmente come prodotti aggiunti, quali le obbligazioni, o spesso integrati ai pacchetti retributivi dei manager di grandi aziende. Infine, sono strumenti molto comuni nei grandi progetti di investimento, come quelli di costruzioni, nei quali insistono aziende molto esposte verso le banche.

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Cosa sono i contratti derivati

Un derivato è un contratto il cui valore deriva da una o poi variabili sottostanti, nel corso dei secoli è stato utilizzato come variabile sopra il prezzo dell’oro, del bestiame o molto altro.

I luoghi fisici di contrattazione eletti sono i mercati di Borsa, al cui interno possono essere presenti le cosiddette “camere di compensazione” (cleaning room), strutture che si occupano di assorbire il rischio in caso una delle parti stipulanti risulti inadempiente.

Nonostante Chicago e New York siano le principali Borse di contrattazione dei derivati, esistono strutture atte allo scopo in tutto il mondo.

Al di là dei luoghi fisici, oggi i derivati si scambiano soprattutto nei mercati elettronici. Non soltanto sulle piattaforme di trading – dove, comunque, spesso è possibile contrattare questi prodotti – ma sovente anche in singole trattative tra le parti che avvengono via telefono o via e-mail. Ciò avviene soprattutto per i mercati “Over The Counter”, ossia quelli con rapporti diretti tra le parti o scambi che avvengono in camere di compensazione private (al di fuori del classico circuito di scambio).

È importante specificare che il Legislatore da tempo tenta di porre un freno agli scambi over the counter, tuttavia con scarso successo. Studio Cappuccio molto spesso si trova a dover svolgere perizie bancarie su derivati Swap stipulati over the counter, in virtù di enti finanziari che propongono tali prodotti in questa modalità fuori dai radar del circuito borsistico.

Ricordiamo che lo Studio Cappuccio è rinomato anche per altre tipologie di servizi:

Tipologie di contratti derivati

Esistono diversi tipi di contratti derivati, contraddistinti da caratteristiche specifiche. Vediamo i principali.

  • Contratto Forward – Nel caso di un Forward due parti si accordano per comprare a una data futura un prodotto sottostante a un determinato prezzo (la parte acquirente viene definita Long, mentre quella venditrice viene definita Short). I contratti Forward possono essere “pronti”, ossia palesati al momento della stipula, che “a termine”, regolamentati cioè da una data futura in cui le parti provvederanno a comprare o a vendere un prodotto sottostante.
    Tali strumenti non di rado sono Over The Counter, stipulati per esempio tra due istituzioni finanziarie oppure fra banche e privati.
  • Swap – Si tratta di una tipologia di contratto Forward over the counter in cui due società si ripromettono di scambiare futuri pagamenti
  • Future – I contratti Future sono in tutto e per tutto identici ai Forward, l’unica differenza è che i Future vengono negoziati in Borsa (come per esempio nel Chicago Board of Trade, il CBOT)
  • Opzioni – Qui ci troviamo di fronte alla tipologia di derivati più complessa. Basti pensare che per la valutazione delle Options è stato assegnato anche un premio Nobel per l’Economia. L’opzione è un diritto di acquistare o vendere una attività a una certa data e a un determinato prezzo, e presentano un alto grado di complessità.

Normativa, rischi e tutele relative ai contratti derivati

L’Italia si mostra in ritardo nella regolamentazione di questo genere di strumenti finanziari, principalmente poiché facenti capo a una cultura economica anglosassone e quindi meno utilizzati nel nostro Paese. Nonostante questo sono state pubblicate negli anni documentazioni come il Regolamento Intermediari Consob che, nelle sue diverse risoluzioni, prova a normare un’attività sempre più diffusa anche nei nostri territori.

Le normative tendono a chiarire un aspetto fondamentale: al momento della stipula è importante che a contraente, soprattutto se privato, vengano rivolte domande finalizzate a individuare il suo grado di preparazione e comprensione di prodotti così complessi. Per tale motivo ne viene richiesta esperienza eventuale, grado di propensione al rischio, storia finanziaria eccetera.

La Banca è obbligata a fornire informazioni adeguate sui derivati, sulla loro natura e il loro utilizzo, palesandone i rischi e tutelando di fatto l’interlocutore da ogni rischio nascosto, in modo che sia consapevole della scelta di investimento.

Molti contenziosi, ad oggi, si basano proprio su eventuale inadeguata informazione fornita al cliente, oppure mancato approfondimento riguardo alla conoscenza dello strumento da parte del cliente stesso.

Un passaggio fondamentale del regolamento Consob riguarda le operazioni di copertura, quelle cioè nelle quali l’acquisto dei derivati ha lo scopo di “coprire”, o proteggere, un precedente investimento (come per esempio il mutuo sulla prima casa).

Tali operazioni devono essere definite sulla base di una chiara funzione di riduzione del rischio, un’elevata correlazione fra l’oggetto di copertura e lo strumento finanziario (scongiurandone quindi finalità speculative) e un accurato sistema di controllo interno delle procedure.

Le principali contestazioni in caso di contratto derivato di copertura riguardano:

  • mancata indicazione costi impliciti;
  • mancata indicazione mark to market;
  • tasso di riferimento negativo;
  • corrispondenza del nozionale agli importi dati in prestito a banca;
  • clausola di recesso;
  • presenza del contratto quadro.

A tal proposito, è bene quindi ricordare che il ruolo dei Periti come gli esperti di Studio Cappuccio è proprio quello di appurare la corretta applicazione dei regolamenti o ravvisare eventuali difformità di una delle parti.

Il contenzioso bancario – I contratti derivati

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